martedì 29 luglio 2008
... dividersi non è una necessità!
Si inizia a farlo fin da subito, dapprima piangendo poi con sempre più facilità...
... si apprende che, se sei tu ad andartene, per scelta, sei quello che soffre meno ed allora alla prima difficoltà scappi a gambe levate... senza andare a fondo nei sentimenti, senza concedere ulteriori possibilità!
Così facendo rendi tutto provvisorio... ed è questo il sapore acre che oggi hanno le relazioni fra le persone, nessuno spazio per chi sgarra, al primo tentennamento tutto crolla...
Ci sono per fortuna persone diverse, rare, difficili da incontrare nella vita, sono quelle che sanno sopportare per Amore; se hai la fortuna di incontrarne... fermati ed innamorati!
venerdì 25 aprile 2008
... la terra che ci tirano addosso!
Non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le sue proprie forze.
Per molte ore l’animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.
Finalmente, il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e anche il pozzo ormai era secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.
Così non valeva la pena sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo. Allora chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a interrare vivo il cavallo.
Ciascuno di essi prese una pala e cominciò a gettare della terra dentro il pozzo.
Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo e si mise a piangere disperatamente.
Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e con sorpresa vide che ad ogni palata di terra che cadeva sopra la schiena, il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa terra che cadeva ai suoi piedi.
Così, in poco tempo, tutti videro come il cavallo riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire da lì, trottando felice.
La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra. Soprattutto se tu sei già dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.
Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima. Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti. Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto!
sabato 5 aprile 2008
... solo per caso
Mi sono imbattuto, per caso, nella mia più grande sconfitta affettiva, che quasi ero riuscito a dimenticare, incontrata per caso, in un luogo sconosciuto ad entrambi.
Sono cambiate molte cose da allora… da quando scelsi che non potevamo distruggere le nostre famiglie per un amore forse passeggero, soprattutto le cose sono cambiate a Lei, adesso sola!
Ci siamo visti da lontano, ci siamo avvicinati come ci si può avvicinare alla fine della vita, a due metri l’uno dall’altra ci siamo fermati… piangendo entrambi!
A lungo non abbiamo trovato il coraggio di toccarci, ci siamo guardati mentre tutto il resto si era zittito, ha parlato Lei per prima “sei davvero tu ”, le ho risposto di no, non ero più io da quando, per sei anni, avevo fatto a meno di Lei.
Mentre ci muovevamo, distanti, verso una panchina, sorridendo mi ha chiesto se la ricordavo ancora; non sono riuscito a rispondere, ne a trattenere le lacrime che, senza piangere, scendevano ritmicamente.
Seduti, sentivo il suo profumo svanire; lo stesso che le avevo regalato, per gioco, sfidandola sul fatto che suo marito non si sarebbe mai accorto che avesse cambiato fragranza.
E così è stato, se ne sono accorti i figli, soltanto loro… adesso vivono prevalentemente con la nonna materna, Lei ha iniziato un nuovo lavoro che la porta spesso lontano da casa, ma che di ricambio le da una sufficiente sicurezza economica.
I colori con cui era vestita, rispecchiavano le sua ritrovata gioia di vivere, la sospirata libertà; l’ultima volta che ci eravamo visti fu sulla mia barca, con tutti i “nostri” ragazzi che si cimentavano in una improbabile pesca e suo marito che vantava esperienze marinaresche mai dimostrate dai fatti, Lei con un costume nero e la pelle tristemente bianca, neppure il pareo coloratissimo riusciva a dare colore a quel incupimento interiore di allora, solo i suoi occhi guardavano oltre.
Si, quella fu l’ultima volta che ci vedemmo, volli invitarla con la sua famiglia, per una breve vacanza … lavoravamo insieme da due anni, ogni giorno insieme, un amore viscerale, frenato dal rispetto verso i nostri Figli, le Famiglie; un amore mai consumato come può esserlo solo uno eterno.
Ma adesso… quel giorno, perché era là?
Mi sono chiesto più volte perché sia accaduto che ci rincontrassimo, chi abbia voluto farmi tutto questo, darmi questo immenso dolore.
Dovevo rientrare a casa la sera stessa, ero malvestito e con tutti i bagagli inutilizzabili, d'altronde ero di rientro da un viaggio di molti giorni ed i ricambi, causa il maltempo, erano esauriti; poi non dovevo neppure passarci dal quel paesino, perché mai sono andato a fermarmi proprio là.
Ho chiesto anche a lei il perché si trovasse in quel luogo, proprio quel giorno; non ha saputo rispondermi, forse non era vero che eravamo là, per questo ancora non ci eravamo sfiorati, per la paura di accorgerci che era solo un’illusione… e poi, perché tutto quel silenzio!
Le ho detto in fretta che stavo morendo, che non resistevo all’idea di averla rivista, che si stavano sgretolando tutte le mie difese alla pazzia…
Mi ha afferrato la mano, stringendosela al viso, guardandomi negli occhi mi ha detto che anche Lei stava morendo, che aveva rinunciato a vivere sei anni fa per colpa mia e che non me lo aveva perdonato, odiandomi con tutta la forza possibile.
Mi ha abbracciato, singhiozzando; all’improvviso il mondo ha ripreso a girare, i suoni e le voci erano di nuovo percettibili, adesso sentivo di nuovo il suo profumo vivo, la sua pelle era lì, la stavo assaporando… non era un sogno!
Abbiamo sospeso le nostre esistenze, quel luogo ci ha donato la vita; da allora non ci siamo rivisti, le scrivo tutti i giorni così Lei a me, sono certo che la mano che ci ha condotti là, lo rifarà presto… il motivo per vivere è anche questo, attendere che arrivi il momento giusto!
... filosofia di un barattolo di marmellata
Un Professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm. di diametro.
Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì.
Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente; ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.
Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto; ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.
Allora il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.
Gli studenti risero.
Ora, disse il Professore non appena svanirono le risate, voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita:
I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli, le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena.
I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, a vostra casa, la vostra auto.
La sabbia è tutto il resto …le piccole cose.
Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia, continuò il Professore, non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi; lo stesso vale per la vostra vita.
Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti.
Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici.
Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto.
Prendetevi prima cura dei sassi sono le cose che veramente contano.
Fissate le vostre priorità ...il resto è solo sabbia!
Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra.
Il Professore sorrise, sono contento che me l'abbia chiesto…
…era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perché c'è sempre spazio per un paio di birre.
... guardarsi negli occhi
Se essere innamorati significa guardare nella stessa direzione e non guardarsi negli occhi, o altre belle frasi che indicano qualcosa di diverso dal consueto, io non sono mai stato innamorato…
... il profumo dell'Anima
Chissà che Profumo ha la nostra Anima e se mai riusciremo a percepirlo insieme, anche per un solo istante.
Vivo, per te, un momento di complicità affettiva straordinario e non mi rendo conto neppure che sono cento giorni che non ti vedo, un po' meno che non ti sento, comunque tanto tempo lontani.
Non riesco a valutare la fortuna che ho nel poter parlare a qualcuno del mio vuoto incolmabile, la fortuna di essere libero, non ricattabile sentimentalmente se piango un affetto non ricambiato.
Quello che dico non verrà usato contro di me al primo incidente affettivo…un valore inestimabile !
Non so neppure collocare questo sentimento, chi mai può dirmi qual è la parola che meglio lo riassume.
So solo che vorrei stare un po' con te per rimarginare le nostre ferite con qualche "colpevole" risata, tante coccole e tenerezze cicatrizzanti con la serenità di non pagare le conseguenze di un affetto leale.
Vorrei urlare al mondo che esisti e nello stesso tempo sussurrarmi che non è vero, per non cambiare le cose.
